La Gioconda è uno dei ritratti più osservati e discussi della storia dell’arte. La figura, seduta e costruita secondo un impianto rigoroso, si impone con una presenza stabile e controllata, mentre alle sue spalle si apre un paesaggio di grande complessità.
In questa ricerca l’attenzione non si concentra sull’interpretazione psicologica del volto, ma sulla struttura del paesaggio. Lo sfondo non viene considerato come un semplice fondale, bensì come un territorio costruito secondo relazioni verificabili, articolato in livelli di costruzione e riconducibile a un sistema reale.
L’analisi procede distinguendo più livelli di costruzione del paesaggio: a ciascun livello corrisponde un diverso regime di rappresentazione, fondato su un punto di riferimento reale (punto F) e su trasformazioni geometriche coerenti. In questo modo diventa possibile mettere in relazione masse, profili e direttrici del dipinto con elementi territoriali osservabili e misurabili.
All’interno di questa costruzione, la ricerca considera anche la presenza di mirabilissime invenzioni: forme intenzionali integrate nelle membra del dipinto, che introducono un ulteriore livello di lettura. In particolare, assume rilievo l’ipotesi dell’autoritratto di Leonardo, sviluppata in una sezione specifica attraverso criteri formali e comparativi.
Le sezioni che seguono consentono di accedere direttamente ai due nuclei principali dell’analisi: il paesaggio reale (costruzione per livelli) e l’autoritratto di Leonardo nella Gioconda.