Le invenzioni mirabilissime, così come sono definite da Leonardo nel Trattato della Pittura, sono immagini intenzionali integrate nella pittura, costruite all’interno delle membra del dipinto: nei paesi, nei sassi, nelle montagne e nelle piante. Attraverso variazioni formali e specifiche condizioni di osservazione, queste immagini diventano riconoscibili all’interno delle forme del paesaggio.
Il paesaggio leonardesco non è un fondale generico, ma una ricostruzione intenzionale di un territorio reale. Questo studio identifica i contesti geografici esatti osservati e rielaborati da Leonardo secondo relazioni geometriche verificabili, con riscontri oggettivi nelle analisi dedicate alla Sant’Anna e alla Gioconda.
All’interno di questa complessa struttura emerge la presenza ricorrente dell’autoritratto, inteso come ipotesi verificabile attraverso confronti formali e continuità dei particolari necessari. Il metodo adottato rifiuta interpretazioni simboliche o arbitrarie: si fonda esclusivamente su osservazione, confronto e verifica tra la struttura del dipinto e il territorio reale.
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